Degustazione Produttori

Antiche Distillerie Mantovani: Artigianalità e Passione

Perché scegliere di vivere un’esperienza in azienda?

Per conoscere e apprezzare un prodotto enogastronomico nella sua interezza non c’è niente di meglio che incontrare i produttori e degustare in loco. Questo fa in modo che si crei una piacevole atmosfera che rafforzi la memoria dell’esperienza vissuta. È il riscoprire il piacere di assaporare insieme un calice di vino, o qualsiasi altro prodotto. Non solo si ha l’opportunità di apprendere tramite i sensi ma anche di gustare con la mente. Ossia comprendere come la materia prima selezionata, il processo di produzione, la storia imprenditoriale e la filosofia aziendale influiscono nel conferire elementi caratteristici al prodotto finito. È infatti questa la ragione che mi ha spinto a voler approfondire un’azienda che produce distillati e liquori a Pincara, in provincia di Rovigo: Antiche Distillerie Mantovani. Mi sono recata in azienda assieme ad Elisabetta Testolina di Salus Caffè per conoscere l’azienda da vicino in vista di un importante progetto di collaborazione.

Io ed Elisabetta in visita alle
Antiche Distillerie Mantovani

Chi sono Antiche Distillerie Mantovani?

Completamente circondata dal paesaggio agricolo e selvatico tipico della pianura polesana, l’azienda riesce a valorizzare il suo territorio attraverso distillati e liquori coniugando tradizione e innovazione. Antiche Distillerie Mantovani è una realtà familiare originaria di Mirabello di Ferrara. Da questo paesino nel ferrarese proviene Cesare, il capostipite dell’azienda, colui che per primo iniziò a distillare vinacce nella prima metà dell’Ottocento. Fu solo nel 1970 che l’azienda si spostò a Pincara. Oggi troviamo Paolo alla sesta generazione che conduce l’azienda con passione e professionalità.

Io e Paolo Mantovani con un piccolo
indizio sull’imminente progetto

Non solo professionalità e qualità

È stato proprio il desiderio di trasmettere i propri valori che ha fatto nascere l’idea di un museo d’impresa all’interno dell’azienda. “Il futuro nella memoria”, questo il nome scelto per il museo delle Antiche Distillerie Mantovani, inaugurato nel novembre del 2004. Il museo si pone come obiettivo quello di guidare i visitatori in un percorso che non sia banalmente commemorativo della storia aziendale, bensì che sia capace di coinvolgere nell’esplorazione del mondo dell’artigianalità dei liquori e distillati.

Il percorso museale inizia nello spaccio aziendale

A guidarci nella visita dell’azienda e del suo museo è proprio Paolo, il quale, anche con il viso nascosto dalla mascherina, riesce ad accogliere chiunque con quel sorriso speciale che traspare dagli occhi di chi lavora con entusiasmo e convinzione. Il nostro percorso comincia nello spaccio aziendale, un luogo dove lasciar correre l’occhio alla ricerca di curiosità del mondo della liquoristica e della distilleria. Si tratta di un piccolo ambiente caratteristico, gli scaffali colmi di bottiglie di varie forme e colori che rappresentano tutta l’ampia varietà di liquori e distillati da non sapere da dove iniziare.

Paolo Mantovani, il titolare,
ci spiega i suoi prodotti

“La bellezza del mestiere di produttore di liquori e di distillati consiste nella creatività afferma Paolo.

Creatività che non è semplice sperimentazione casuale. Bensì è l’attività che unisce la tradizione tramandata negli antichi ricettari e l’artigianalità del mestiere con la ricerca costante di materie prime di qualità, l’utilizzo di metodi produttivi più innovativi e il rispetto del gusto dei consumatori che cambia. Effettivamente attraverso la storia di quest’azienda è possibile ripercorrere la tradizione della liquoristica italiana, come si è modificata con l’evolversi dei gusti.

Il primo approccio coi profumi di distillati e liquori

L’itinerario museale prosegue in una sala in cui troviamo l’ “Officina organolettica”, uno spazio ludico adatto a tutti dove su una parete sono collocati ben 27 dispensatori simili a quelli dei profumi. In ogni dispensatore è presente uno dei tanti prodotti aziendali con abbinato un cartellino che riporta sul lato anteriore un numero progressivo (da 1 a 27) e sul lato posteriore il nome del prodotto. Ci si può divertire ad annusare il liquido in uscita dal dispensatore e indovinare quale liquore o distillato è contenuto al suo interno sperimentando le proprie capacità di riconoscimento dei profumi.

I dispensatori di liquori e distillati
da annusare come fossero profumi

Come avviene la macerazione?

La vera e propria sala museale è anticipata da uno spazio in cui si trovano i contenitori usati per la macerazione delle erbe aromatiche. Si può ben avere idea di come da un’erba, come ad esempio il tarassaco, molto comune nei prati del Polesano, si ottenga un liquido con tutte le caratteristiche di profumi e gusti che la pianta conferirà al liquore. La tecnica utilizzata è la macerazione a freddo, ossia senza l’uso del calore, quindi senza forzare l’estrazione e rispettando la materia prima. Con la stessa tecnica ma cambiando le proporzioni fra la pianta aromatica e il solvente alcolico si ricavano due prodotti:

  • la tintura madre in cui si impiegano 10kg di sostanza vegetale da estrarre per 1kg di solvente;
  • l’estratto fluido, in cui per ogni kg di sostanza vegetale da estrarre si usa 1kg di solvente alcolico.
La macerazione delle erbe aromatiche
in soluzione alcolica

Perché conservare antichi manufatti?

Giungiamo quindi nello spazio espositivo dove è possibile immergersi sia nella storia della distillazione che in quella più strettamente aziendale. Infatti qui sono conservati in una vetrinetta gli antichi ricettari e prontuari con i quali si trascrivevano le ricette dei liquori e che costituiscono un patrimonio affettivo per l’azienda. Poi troviamo sistemate vecchie bottiglie prodotte dalle Antiche Distillerie Mantovani che erano state custodite sia dalla famiglia dell’azienda sia da affezionati clienti. I tanti prodotti aziendali testimoniano la continua ricerca portata avanti dall’azienda; la volontà di non richiudersi nella celebrazione della tradizione e del passato ma l’incessante impegno nel progettare qualcosa che a partire dalla padronanza dalla tradizione e dalle competenze acquisite nel tempo riesca a dare vita a liquori e distillati di qualità assecondando sia l’espressione della cultura artigianale aziendale che i desideri dei consumatori.

Un antico alambicco

Qui si trovano anche gli antichi strumenti usati per la distillazione, fra cui anche un piccolo alambicco a metodo discontinuo, un modello non molto lontano da quello attualmente usato, a conferma del carattere artigiano dell’azienda. Infatti, per la distillazione usano un alambicco discontinuo con caldaia a bagnomaria di dimensioni molto ridotte a confronto con altre distillerie rinomate più grandi e industriali. L’alambicco discontinuo a bagnomaria implica maggiore manodopera, il personale deve controllare il processo di distillazione senza l’ausilio di metodiche standard dato che ogni cotta è diversa dalle altre e bisogna ricorrere solo alle proprie abilità di maestri distillatori artigiani. Il risultato però è un distillato di pregio, più fine e profumato perché rispetta le sostanze aromatiche presenti nella materia prima. 

Un antico alambicco discontinuo

Degustazione finale

Dopo la visita al museo ci siamo fermate per una degustazione all’interno dello spaccio aziendale. Ai liquori tradizionali e celebri si affiancano prodotti aziendali più caratteristici.

Liquori

Primo fra tutti, il “Liquore del Polesine” a base di numerose erbe fra cui spicca il tarassaco, il quale permette di legare il liquore al suo territorio in modo identitario. La linea “Le tisane spiritose” sono prodotte esclusivamente con l’infuso delle piante indicate in etichetta e con lo zucchero: ad esempio “Camomilla”, oppure “Zenzero e Fiori di Sambuco” estremamente gradevoli tanto da dover fare attenzione a non finire la bottiglia senza accorgersene. I Ratafià sono a base di frutta con una considerevole percentuale del 75% del relativo succo; esempi sono Ratafià di pera, di albicocca, di melograno e di fico.

Il Nocino è il liquore a base di malli di noce raccolti nella zona. L’aspetto più significativo legato a questo prodotto è che la ricetta è quella tradizionale e ben definita: la macerazione avviene a partire dal 24 giugno san Giovanni e si usano 39 malli per litro di alcol. Fra le creme, liquori a base di panna, risalta quella aromatizzata al melone, coltivato nel Polesine. Il liquore più apprezzato in assoluto è la liquiriziaLa nuit”, corposa e intensa, prodotta anche in versione con l’aggiunta di menta.

Malli di noce usati per produrre il Nocino

Grappe

Per quanto riguarda i distillati troviamo le Grappe monovitigno della linea “Terre”, quelle aromatizzate al miele, al mirtillo, le grappe affinate fra cui cito la Grappa delle Nebbie. Quest’ultima viene affinata in botti di rovere conservate in un piccolo antro chiuso solo mediante un cancello; le botti sono così esposte alle condizioni ambientali esterne, in particolare alla nebbia che in queste zone è veramente consistente e fitta. Quello che stupisce è che sono stati in grado di trasformare un elemento caratterizzante non proprio felice in un aspetto vantaggioso, in un simbolo di qualità. La grappa delle nebbie acquisisce note burrose, di pasta frolla durante questo particolare affinamento chiamato “Metodo Mantovani Invecchiamento Nebbia”.

Qui le botti di rovere sono esposte
alla nebbia polesana

Accanto allo spaccio aziendale si trova “Casa Mantovani”, il punto vendita del progetto che raccoglie i prodotti gastronomici di aziende locali e artigianali.

Il punto vendita del progetto
Casa Mantovani

Se vi siete appassionati a questa azienda cliccate qui per scoprire tutti i liquori e distillati che producono!

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